Sabato 13 dicembre è stata una giornata intensa e significativa a Codogno, dove cultura, impegno civile e solidarietà si sono intrecciati in un unico filo rosso. Presso l’auditorium di Confartigianato si è svolta la presentazione del libro “Il prezzo della guerra. Le conseguenze economiche delle crisi internazionali” di Andrea Bignami e Paolo Balduzzi, un’occasione di confronto pubblico sui costi umani, sociali ed economici dei conflitti contemporanei.
L’incontro, promosso dal gruppo informale Filorosso, ha stimolato una riflessione profonda sul modo in cui le guerre incidono non solo sui Paesi direttamente coinvolti, ma anche sulle scelte politiche ed economiche dell’Europa e sulla vita quotidiana di tutti noi. Il dibattito, moderato dal direttore di Fanpage Francesco Cancellato, ha visto la partecipazione degli autori e di rappresentanti del mondo politico e istituzionale, offrendo al pubblico chiavi di lettura utili per comprendere il presente.
Una luce accesa per l’Ucraina
In contemporanea alla presentazione del libro, lo stesso pomeriggio ha ospitato anche l’iniziativa solidale “Una luce per l’Ucraina”, sempre presso Confartigianato, in via Garibaldi 40. Dalle 17 alle 19 è stata organizzata una raccolta di torce, candele e batterie destinate ai cittadini di Zolochiv, comunità ucraina che quotidianamente affronta le difficoltà legate ai blackout e alle conseguenze del conflitto.
Un gesto semplice ma dal forte valore simbolico, capace di trasformare la festa di Santa Lucia in un momento di condivisione e vicinanza concreta. In un tempo in cui il buio pesa ancora su tante comunità, l’obiettivo è stato quello di far brillare la solidarietà e ricordare che anche un piccolo contributo può accendere una luce di speranza.
Riflettere, capire, agire
La scelta di affiancare un momento di approfondimento culturale a un’azione solidale non è stata casuale. Parlare di guerra significa anche interrogarsi sulle responsabilità individuali e collettive, e su come ciascuno possa fare la propria parte. Dalla conoscenza nasce la consapevolezza, e dalla consapevolezza può nascere l’impegno.
Una giornata, dunque, che ha unito parole e gesti, analisi e umanità, dimostrando che riflettere sul “prezzo” della guerra significa anche provare, insieme, ad accendere la speranza.















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